Il crollo dei partiti tradizionali in Grecia
A scrutinio di fatto ultimato, i conservatori di Nuova Democrazia e i socialisti del Pasok non raggiungono la maggioranza assoluta di 151 seggi per dar vita a un governo di coalizione bipartitico. Secondo il ministero dell'Interno greco, le due forze che hanno sostenuto l'esecutivo tecnico guidato da Lucas Papademos si sarebbero fermate a quota 149 seggi. Nuova Democrazia si afferma come primo partito con il 18,9 per cento dei voti (perdendo oltre 14 punti rispetto al 2009).
23 AGO 20

A scrutinio di fatto ultimato, i conservatori di Nuova Democrazia e i socialisti del Pasok non raggiungono la maggioranza assoluta di 151 seggi per dar vita a un governo di coalizione bipartitico. Secondo il ministero dell'Interno greco, le due forze che hanno sostenuto l'esecutivo tecnico guidato da Lucas Papademos si sarebbero fermate a quota 149 seggi. Nuova Democrazia si afferma come primo partito con il 18,9 per cento dei voti (perdendo oltre 14 punti rispetto al 2009). Al secondo posto, per la prima volta nella storia, la coalizione di gruppi di sinistra radicale Syriza con il 16,8 per cento. Perdono 30 punti e crollano al terzo posto i socialisti del Pasok, fermi al 13,1 per cento.
Entrano in Parlamento anche i nazionalisti Greci Indipendenti (10,6 per cento) e i comunisti del KKE con l'8,4 per cento. Ottimo risultato anche per i filonazisti di Alba dorata, che con il 6,9 per cento avranno diritto a 21 seggi. "State attenti, stiamo arrivando", ha detto il leader di Alba dorata, Nikos Michaloliakos, assicurando che "per chi ha tradito la Grecia è arrivato il momento di avere paura". La formazione filonazista, prosegue il suo leader, "combatterà contro la schiavitù rappresentata dall'accordo sul debito raggiunto in sede internazionale". Il leader di Nuova Democrazia, Antonis Samaras, ha offerto la propria disponibilità a guidare un governo di salvezza nazionale "con tutte le forze che vorranno starci".